Millepiatti

Simona De Caro Private Chef

LA MIA STORIA

La cucina è sempre stata parte di me.

La Sicilia è una terra dove il cibo non è solo nutrimento: è cultura, è identità, è una filosofia di vita, è una religione che non ammette atei. E nella mia famiglia eravamo tutti devoti fedeli. Mio padre mi ha insegnato l’importanza e il valore degli ingredienti: due volte al mese facevamo una gita al porto di Sciacca, dove i pescatori vendevano il pesce appena pescato, all’asta. Altre volte, insieme ai suoi cugini, affittavamo una barca per pescare noi stessi il pesce che poi avremmo mangiato la sera. Andavamo a raccogliere i funghi nei boschi, viaggiavamo nei paesi dell’entroterra per provare i formaggi più gustosi, le carni più pregiate. La domenica, poi, era sacra, un momento intenso di amore e di condivisione: tutti in cucina a tirare la pasta fresca, a pulire i carciofi, quelli “col tappo”, e i cardi in pastella, ad arrostire il pesce.

Questi sapori, questi odori, questi gesti quotidiani, questa sensazione di casa, questa passione che ti fa muovere le mani e ti fa saltare i battiti del cuore, io non li ho mai dimenticati.
Hanno costruito la mia identità come un piatto da assemblare, pezzo dopo pezzo, ingrediente dopo ingrediente.

E mentre io m’incamminavo su strade diverse – strade che in quel momento sembravano andare nella direzione giusta, promettendomi soddisfazioni e obiettivi da raggiungere – i sogni restavano chiusi nei cassetti della cucina, ad aspettare. Io lavoravo in aziende e costruivo il mio futuro in altri modi e in altri mondi, loro si nascondevano dietro i barattoli, facevano capolino nella dispensa, sbucavano tra le posate e le padelle, si assopivano tra le spezie. A volte mi osservavano, parlottavano tra di loro,probabilmente mi giudicavano. Eppure io non li ascoltavo o non ci facevo caso. U veru surdu è chiddu ca non voli sentiri.

Un giorno capisco. Trovo finalmente quell’interruttore che stavo cercando dentro di me da tempo e accendo la luce.

Li vedo. Gli do ascolto. E a 44 anni cambio vita.

Seguo l’Accademia del Gambero Rosso – un’esperienza intensa e profondamente formativa. Qui ho avuto l’opportunità di specializzarmi grazie ai consigli e all’esempio di chef stellati, che mi hanno insegnato le basi della cucina, ad affinare la tecnica, a riconoscere e selezionare la qualità degli ingredienti, ad apprezzare le materie prime e ad avere coraggio nello sperimentare, alimentando la mia visione culinaria.

Inizio a lavorare in cucina. Prima come chef a domicilio all’estero, in Olanda, dove “italiano” è da sempre sinonimo di gusto ed eccellenza, portando nelle cucine private delle case i sapori autentici della mia terra riadattati per un pubblico internazionale. Poi ho modo di entrare nelle cucine dei ristoranti stellati – un’esperienza impagabile che mi ha fatto acquisire una solida preparazione a livello organizzativo e gestionale.

Oggi sono una chef privata e continuo a studiare, sempre alla ricerca del connubio perfetto, dell’armonia tra tradizione e innovazione.